
Grazie mille a tutti per la calorosa accoglienza di ieri pomeriggio a Pianoro! E`stato bello come quando si gioca a qualcosa senza sapere a cosa. Grazie a tutti quelli che sono venuti, all`amm. comunale e all’organizzazione di CaRossa (Maurizio e Luigi).
Ecco la foto pochi minuti prima che le luci della sala si spengano e lo spettacolo inizi. Un momento molto particolare per noi. Bloccati dietro il muro di cartoni per non farci vedere (spesso c’e’ solo il nostro muro a dividerci dal pubblico, insomma a farci da sipario). Un momento nel quale le prime volte non riuscivamo a contenere lèmozione di scoprire quale pubblico si nascondesse dietro al muro…e quanti saranno….e quanti bambini…. insomma si passava il tempo a spiare dalle fessure lasciate tra gli scatoloni. Con quel misto di emozioni tra la paura e la curiosita del proibito, come quando da piccoli dopo essere stati messi a letto, si andava a spiare dalla fessura della porta della sala per vedere stralci di film da paura.
Ultimamente invece non succede piu`Rimaniamo fermi, stesi a concentrarci (o anche solo a fare il vuoto pneumatico tra i mille pensieri) oppure in qualche posizione strana ad allungare muscoli ed aspettare. Mentre la sala piano piano si riempie. Abbiamo imparato a “gustarci” quella curiosita’. Senz volerla soddisfare visivamente con delle aspettative che spesso non corrispondono alla realta`. C’e`piu gusto ad aspettare. Conoscere il pubblico pian piano, senza vederlo (perche con i fari puntati contro non si vede un… niente). La prima risata timida….poi le urla di incitamento, oppure le risate di pancia ci fanno scoprire chi abbiamo davanti.
Fino a quando , alla fine dello spettacolo non si accendono le luci della sala e finalmente vediamo le forme di quelle urla e quelle risate. Grazie al pubblico . Anche per tutto questo.